La signora Pontreau, è
il fulcro principale di questo romanzo, sicuramente tra le più interessanti
figure di donna create da Simenon: vedova, con tre figlie, imponente e
patologicamente austera nella sua miseria, la becchiamo, in una delle prime
scene a spingere da una piccola finestra del granaio (glaciale più di un
iceberg del polo nord) il genero in preda ad un attacco paralizzante di epilessia.
La sua morte le consentirà di arraffare le mani su una cospicua parte della
proprietà e di riprendere in mano il destino delle figlie. Ma … come sempre c’è
un ma! La vecchia domestica a ore potrebbe aver visto qualcosa, e chi altri? Una
pesante cappa di silenzio scenda sulla storia, e qualcuno dovrà pagare un prezzo
altissimo … Ogni romanzo di Georges Simenon è un’opera totale, e la sua più
grande dote a mio avviso è quella di riuscire a mettere in fila nelle sue
storie una serie di ritratti di protagonisti in maniera così acuta da far venir
fuori gli abominii della bestialità umana.
Romanzo bellissimo, con una scrittura altamente evocativa che stimola
fortemente l’immaginazione. Da acquistare!!!

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